Casi di documenti di aggiornamento cartografico del catasto dei terreni con la versione 10.60 della procedura PREGEO

La nuova versione dell’ebook “Catasto terreni – Guida pratica n. 2” contiene otto esempi guida per la compilazione degli atti di aggiornamento tecnico cartografico, alla luce della ultima versione della procedura informatica Pregeo 10.60.

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Si evidenzia che l’uso della nuova versione già possibile, facoltativamente, dal 19/12/2016, diventerà cogente a partire dal 29/4/2017.

Gli esempi trattati, nuovi rispetto ai casi esposti nella precedente edizione della guida del luglio 2012, costituiscono un esaustivo manuale base, per la predisposizione delle più ricorrenti tipologie di atti di aggiornamento cartografico.

Il contenuto del presente testo integrato con le trattazioni degli altri e-book della stessa collana editoriale, sulla medesima materia, descrivono, nell’interezza, tutta la prassi operativa concernente la consultazione e l’aggiornamento del catasto dei terreni.

Il testo è rivolto sia a tecnici professionisti, già con ampia esperienza professionale, che solo occasionalmente si sono interessati di catasto e che vogliano approfondire lo specifico argomento trattato o a neofiti, che hanno necessità di sviluppare una conoscenza pratica operativa della materia.

Iovine – Spina – Tufillaro, “Catasto terreni – Guida pratica n. 2” – Exeo Edizioni febbraio 2017

Allestimento degli atti di aggiornamento tecnico cartografico con la procedura informatica Pregeo 10.60

La nuova versione dell’ebook “Catasto terreni – Guida pratica n. 1” integra la precedente guida edita nel luglio 2012, per recepire le nuove direttive dell’Agenzia delle Entrate in tema di allestimento degli atti di aggiornamento tecnico cartografico, alla luce della ultima versione della procedura informatica Pregeo 10.60.

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Si evidenzia che l’uso della nuova versione già possibile, facoltativamente, dal 19/12/2016, diventerà cogente a partire dal 29/4/2017.

La guida costituisce un sintetico, ma anche un esaustivo manuale base, illustrativo della evoluzione nel tempo della prassi per la predisposizione delle principali tipologie di atti di aggiornamento cartografico.

Oltre all’aggiornamento della prassi amministrativa nell’ebook sono stati ripresi i due esempi di atti di aggiornamento cartografico, già presenti nella guida, ritrattandoli con la nuova versione di Pregeo per mettere a confronto le innovazioni elaborative.

Il contenuto del presente testo integrato con le trattazioni degli altri e-book della stessa collana editoriale, sulla medesima materia, descrivono, nell’interezza, tutta la prassi operativa concernente la consultazione e l’aggiornamento del catasto dei terreni.

Il testo è rivolto sia a tecnici professionisti, già con ampia esperienza professionale, che solo occasionalmente si sono interessati di catasto e che vogliano approfondire lo specifico argomento trattato o a neofiti, che hanno necessità di sviluppare una conoscenza pratica operativa della materia.

Iovine – Spina – Tufillaro, “Catasto terreni – Guida pratica n. 1” – Exeo Edizioni febbraio 2017

I diritti fondamentali su internet: libertà di espressione, privacy e copyright

Internet è un potente strumento di globalizzazione giuridica. Attraverso le decisioni dei giudici, ci si può rendere conto come le soluzioni giuridiche adottate in un certo ordinamento possano influenzare altri sistemi legali, spesso superando la differenza tra ordinamenti di “civil law” e di “common law” che caratterizzano la comparazione giuridica. Il tema dell’effettività della protezione dei diritti umani risulta essere uno dei più sensibili in questo ambito, soprattutto alla luce degli strumenti che vengono tradizionalmente utilizzati a questo scopo, ovvero i trattati internazionali. A questo proposito viene analizzato lo spazio dedicato alla Rete sia in questo tipo di fonti giuridiche, sia nella disciplina dell’Unione Europea. Sotto questo specifico aspetto sono rilevanti: la tutela del consumatore, la protezione del diritto d’autore, il rispetto della privacy. Su quest’ultimo punto ci si focalizza sui più recenti sviluppi, come la giurisprudenza della Corte di Giustizia, l’approvazione del Regolamento UE 619/2016 e i disegni di legge in corso di approvazione durante la XVII Legislatura del Parlamento Italiano.

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Per quanto concerne l’approfondimento dedicato alla libertà di manifestazione del pensiero su Internet, ci si è concentrati sul cambiamento di paradigma avvenuto in attraverso l’esposizione di sé attraverso i social network, nonché l’uso strumentale che si sta facendo dei medesimi nelle campagne di opinione ovvero nella diffusione di circostanze non veritiere. In particolare ci si è concentrati sul rapporto tra stampa e Internet, blogging, censura, diritto all’anonimato.
In materia di tutela della riservatezza e della privacy, si è appronfondito il tema del diritto all’oblio, anche sui social network e sui motori di ricerca, passando attraverso l’uso di specifici servizi come Google Street View o i search engines. Altrettanta attenzione è stata dedicata ai problemi giuridici legati alla tracciabilità dell’Internet Protocol e alla data retention.
Relativamente alla proprietà intellettuale, il filo del discorso ha seguito la giurisprudenza comparata italiana, europea e statunitense, sia per le forme tradizionali di protezione, sia per quanto concerne formule maggiormente aperte e innovative, come le licenze Creative Commons, con una ottica specifica dedicata alla protezione dei consumatori.
Infine, si è dedicata particolare attenzione agli due aspetti maggiormente innovativi in tema, ovvero il dibattito giurisprudenziale sui sociali network e gli aspetti dell’economia condivisa attraverso l’uso di app. Sotto il primo profilo l’analisi verte soprattutto sui casi concreti di diffamazione, protezione del diritto all’immagine in relazione a fattispecie di sostituzione di persona e diritto di critica, divulgazione di immagini pedopornografiche, trattamento dei dati personali, tutela della privacy e diritto all’oblio, addebito della separazione e del divorzio, diritto del lavoro, concorrenza sleale e pubblicità ingannevole, diritto processuale (sia civile, sia penale), diritto amministrativo, raccolta di dati biometrici e protezione dei minori. Altresì è stato dato spazio a casi inerenti a Twitter, Instagram, Linkedin. Sotto il secondo profilo, l’approfondimento verte sullo sviluppo di app utilizzate in ambienti relativi all’economia condivisa, come Airbnb, Uber e le prospettive de jure condendo in materia. Ci si concentra altresì sull’utilizzo delle stampanti 3D in una prospettiva social attraverso l’affermarsi del c.d. “Digital Do-It-Yourself” che concerne la condivisione di idee e progetti di tecnologie, design e prodotti elaborati su scala artigianale.
In conclusione, questo testo si propone quale ambizioso strumento interpretativo delle evoluzioni di Internet e delle applicazioni ad essa collegate nel tentativo di anticipare quali siano i possibili futuri orientamenti, poiché la Rete stessa rimane sotto costante stress, sia per la velocità costante della sua trasformazione che la caratterizza, sia per i cambiamenti sociali e politici che la stanno coinvolgendo.

Elena Falletti, “I diritti fondamentali su internet” – Seconda edizione – Exeo Edizioni 2017

 

Il tema della pensione ai superstiti, con le più importanti pronunce giurisprudenziali e la tentata riforma del Governo Renzi.

Parlare di pensione, oggi, significa tirare in ballo lo spauracchio di molti italiani sin dal celeberrimo pianto dell’allora ministro Elsa Fornero del governo Monti. La pensione è il sostentamento di buona parte dei cittadini italiani, ciò perché l’Italia è un Paese sempre più longevo, con sempre più persone – di fatto – a completo carico delle finanze pubbliche. E non è un caso che le categorie più tartassate sotto il profilo dei tributi e degli orpelli siano proprio quelle dei pensionati e dei lavoratori.

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In un’epoca di crisi quale la nostra, con il debito pubblico ormai volato a oltre 12 cifre, le previsioni del PIL che oscillano (ma non sono quasi mai in rialzo, proprio qualche giorno fa si ventilava una ulteriore previsione al ribasso – da 1,4 a 0,8 – per il 2017), il bilancio pubblico mai in pari, spese pazze, privilegi più o meno legali, la finanza pubblica deve trovare il modo di recuperare parte delle sue uscite. E lo fa andando ad aumentare le tasse sulla pensione e i contributi sulla retribuzione.

 
Addentrandoci nell’argomento, se si cerca la voce «Pensione di reversibilità», compare la seguente definizione: «La pensione di reversibilità è la quota parte della pensione complessiva che spetta ad uno dei due coniugi al sopraggiungere della morte dell’altro».

 
Orbene, non è proprio così!
La pensione di reversibilità è infatti una prestazione economica e previdenziale, erogata su domanda dell’interessato, che non coinvolge il solo coniuge, bensì anche (ricorrendo determinati requisiti, tutti illustrati nell’art. 22 della legge n. 903/1965) i figli, gli ascendenti, i fratelli e le sorelle e i nipoti minorenni (anche in assenza di formale affidamento ai nonni).

 
Proprio in estate una sentenza della Corte Costituzionale n. 174/2016 ha cancellato le disposizioni «anti matrimoni di comodo» (d.l. n. 98/2011), in quanto si andava a «colpire» i matrimoni tra badanti e assistiti, con una sorta di sanzione proporzionale rispetto alla durata del matrimonio stesso e altresì con una presunzione assoluta di frode alla legge nei casi in cui la differenza di età fra i coniugi fosse superiore a venti anni, uno dei due coniuge avesse più di settant’anni e non vi fossero figli minori, studenti o inabili.
Era palese la violazione dell’art. 3 Cost. se si pensa che ad essere colpito da questa riduzione proporzionale (il 10% della quota spettante per ogni anno di matrimonio con il defunto mancante rispetto al numero di 10) fosse solo il coniuge più giovane.
Con questa sentenza si torna prepotentemente a parlare di pensione di reversibilità, in un periodo in cui l’argomento «pensione» è piuttosto caldo e dibattuto.

 
Infatti, proprio qualche mese fa, aveva fatto insorgere i sindacati ed alcuni esperti del settore la proposta del Governo Renzi (attraverso il c.d. «d.d.l. povertà») di ancorare la pensione di reversibilità alla Dichiarazione Sostitutiva Unica (in altre parole, all’ISEE), con un ampliamento spropositato dei redditi da tenere in considerazione per la liquidazione della quota spettante al superstite e un progressivo abbassamento della quota mensile in relazione ad un ISEE più elevato. È noto a tutti che tale riforma non abbia visto la luce, in quanto un emendamento dello stesso Ministro del Lavoro Poletti ha cancellato tale previsione.

 
Il saggio «La pensione ai superstiti. Il trattamento di reversibilità tra realtà e riforma» va proprio a sviscerare tutte queste questioni: a chi spetta la pensione? Chi è maggiormente tutelato? Quali sono le cause di cessazione dal beneficio? Gli Stati europei cosa prevedono in materia? E lo si fa con un’ampia analisi delle pronunce giurisprudenziali in materia, con un’ottica sempre più ancorata ai tempi che stiamo vivendo, di crisi e di progressivo ampliamento di quelli che sono i «dogmi» della tradizione, come, ad esempio, l’evoluzione del concetto di famiglia.

Monica Boschetti, «La pensione ai superstiti. Il trattamento di reversibilità tra realtà e riforme» – Exeo Edizioni novembre 2016

Europa e concessioni turistico-ricreative: dalle contestazioni alle soluzioni

L’Autore affronta un argomento al centro dell’attenzione non soltanto degli addetti ai lavori, ma anche di gran parte della collettività a seguito degli ampi spazi che, negli ultimi tempi, gli sono stati accordati dagli organi di informazione.
“Direttiva Bolkestein”, “evidenza pubblica”, “non discriminazione” con riferimento alle concessioni demaniali marittime sono termini ormai ben noti e che, in una semplificazione estrema, sono diventati gli spauracchi da combattere ad ogni costo ovvero i cardini dell’idealizzazione dei concetti di giustizia ed equità.

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Una situazione che risulta sintetizzata nel titolo dell’opera, con l’evidenziazione dell’esigenza di superare fasi conflittuali, o peggio ancora di stasi, per giungere alla formalizzazione di un quadro giuridico scevro di incertezze e che consenta un condiviso sviluppo del settore turistico ricreativo.
Nel testo si ripercorrono sistematicamente gli avvenimenti che hanno portato alla pronuncia della Corte di Giustizia Europea del 14 luglio 2016, con un metodo analitico che offre al lettore una chiara visione degli eventi, illustrando i motivi della crisi e i vari interventi tampone utilizzati per frenarne l’evoluzione e, nel contempo, formulando attente considerazioni sui differenti dispositivi introdotti, modificati o comunque ulteriormente necessari per disciplinare la complessa materia.
Con l’ideale punto di partenza costituito dai contenuti della citata sentenza, vengono ripercorsi ed analizzati gli eventi precedenti e successivi: dalle ordinanze dei Tribunali Amministrativi Regionali di Milano e Cagliari, alla relazione dell’Avvocatura Generale della C.G.E., dai contenuti della (vituperata) Bolkestein ai principi fondamentali del diritto dell’Unione Europea, dall’esame testuale delle norme vigenti in materia in Spagna e in Portogallo alle differenti posizioni assunte dalla Commissione.
Inoltre sono sottoposti ad attenta disamina sia il primo intervento normativo adottato dal legislatore italiano all’indomani della pronuncia della Corte, sia il preliminare testo della legge di delega al Governo per il riordino e riassetto della materia.
L’approccio del lavoro non è dogmatico: nel porre in evidenza le situazioni giuridiche in essere, le aspettative del settore, gli aspetti di ipotizzabile criticità e le tematiche meritevoli di ulteriore approfondimento, le soluzioni ritenute possibili sono tratteggiate e non tipicizzate.
Infatti, secondo l’Autore l’Europa non chiude le porte alla prosecuzione delle attività esistenti, ma demarca i termini ed indica il percorso da seguire per consentire tale possibilità in un quadro comunitariamente orientato di pubblicità, trasparenza, proporzionalità e giusto riconoscimento degli investimenti.
In sintesi, si tratta di un documento attuale, completo e di sicuro interesse non soltanto per le varie parti pubbliche e private coinvolte nella questione (dai concessionari agli amministratori locali, dai professionisti del diritto amministrativo ai funzionari degli enti concedenti), ma anche per tutti coloro che, senza essere esperti, intendano approfondire la materia basandosi su concreti dati di fatto.

 

Carlo Alberto Nebbia Colomba, “Europa e concessioni turistico-ricreative – dalle contestazioni alle soluzioni” – Exeo Edizioni ottobre 2016

Osservatorio dei Valori Agricoli – Rapporto statistico 2016

La Exeo Edizioni s.r.l. ha iniziato la rilevazione e l’elaborazione dei valori di mercato dei terreni agricoli a partire dall’anno 2011. Dopo il primo triennio di rilevazione dei valori, durante il quale i dati sono stati pubblicati in listini articolati per provincia, a partire dal 2015 i listini sono stati pubblicati esclusivamente su base regionale, riportando comunque le valorizzazioni articolate per singola qualità di coltura e per ciascun comune di ogni regione.

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Annualmente è prodotta una elaborazione dei dati di cui questo ebook costituisce la seconda pubblicazione, con riferimento ai valori dell’anno 2015.
Questo rapporto riporta anche uno studio sintetico sulle residue colture (n. 63) ed in particolare su Castagneto da frutto, Canneto , Agrumeto, Querceto, Noccioleto, Mandorleto, Ficodindieto, Risaia, Ficheto, Piccoli frutti , Gelseto, Sughereto, Noceto, Actinidia, Meleto DOP, Roseto, Bergamotto.
Le informazioni presenti nel rapporto disegnano il panorama di variabilità dei valori dei terreni agricoli a livello nazionale, di macroregioni (Italia settentrionale, centrale, meridionale e insulare), di regione e per provincia. I valori riportati, come è facilmente immaginabile, sono estremamente variabili in quanto espressioni di caratteri del territorio e della natura intrinseca dei terreni, che possono essere estremamente variegati. In alcuni casi il territorio di una provincia può comprendere porzioni con caratteri morfologici e climatici tipici di ambiti montani, collinari o di pianura, oltre che differenziati per sviluppo socio-economico.
Pertanto, il rapporto non sostituisce i listini regionali le cui informazioni tecnicamente più dirette, le cui quotazioni sono riferite all’ambito territoriale comunale.

Antonio Iovine, “Osservatorio dei Valori Agricoli – Rapporto statistico 2016” – Exeo Edizioni maggio 2016

Il libro “SCIA e DIA” giunge alla quarta edizione, per aiutare gli operatori ad orientarsi nelle pieghe delle semplificazioni degli ultimi anni

Sono passati ormai quasi sei anni dall’entrata in vigore del d.l. n. 78/2010, che ha introdotto nel nostro sistema l’istituto della segnalazione certificata di inizio attività, con l’obiettivo di semplificare gli adempimenti burocratici per cittadini e imprese.

Obiettivo che non può dirsi raggiunto, perché l’ambito applicativo del nuovo strumento di semplificazione non è ancora chiaro e le norme che demandavano al Governo il compito di emanare dei regolamenti con cui individuare le attività economiche sottoposte ad autorizzazione espressa e quelle assoggettate a regimi semplificati (art. 1, co. 3, d.l. n. 1/2012 e art. 12, co. 4, del d.l. n. 5/2012) sono state abrogate e sostituite da una delega legislativa che dà al Governo il medesimo compito, questa volta da assolvere mediante un atto atura legislativa (art. 5 della legge n. 124/2015).

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L’incertezza applicativa ha colpito anche il settore dell’edilizia, posto che è servita una norma di interpretazione autentica per chiarire l’applicabilità della s.c.i.a. anche in questo ambito (art. 5 del d.l. n. 70/2011) e che soltanto recentemente il legislatore è intervenuto sul Testo Unico dell’Edilizia allo scopo di coordinarne il contenuto con l’introduzione della s.c.i.a..

Intervento che, peraltro, si è rivelato maldestro, perché ha toccato anche norme che si riferiscono alla «super d.i.a.», che non è però stata sostituita dalla s.c.i.a. ed è rimasta in vigore.

Le cause del successo solo parziale della s.c.i.a. vanno inoltre rinvenute nei molteplici interventi correttivi che si sono succeduti successivamente alla sua introduzione, che non hanno fatto altro che amplificare il senso di disorientamento che prova l’operatore del settore che si approccia alla materia.

È per questo motivo che si è scelto di dedicare un’opera monografica agli istituti della s.c.i.a. e della d.i.a., fornendo al lettore delle coordinate ricostruttive che gli consentano di approcciarsi alla materia nel modo più semplice possibile.

Particolare attenzione è stata dedicata a tutte le categorie degli interventi, perché l’ambito di applicazione della s.c.i.a. è definito dal legislatore in via residuale, essendo sottoposti a tale regime semplificato tutte le opere che non richiedono il permesso di costruire e che non rientrano nemmeno tra gli interventi di attività edilizia libera.

Anche questa tematica è di estrema attualità, in considerazione delle recenti modifiche apportate alle categorie della ristrutturazione, della manutenzione straordinaria e del mutamento di destinazione d’uso.

Altre innovazioni importanti sono state apportate dal legislatore con la legge n. 124/2015, che ha ritoccato la disciplina dei poteri conformativi della P.A. sulla s.c.i.a. e ha definitivamente espunto ogni riferimento all’autotutela, che in passato aveva creato tanti problemi interpretativi.

Opportunamente il legislatore discorre ora di poteri di inibizione tardiva dell’attività, da esercitarsi nel rispetto dei presupposti previsti per l’annullamento d’ufficio: ne deriva che le novità introdotte dalla legge n. 124/2015 in quest’ultima materia, e in particolare la limitazione a diciotto mesi del termini per l’intervento in autotutela della P.A. troveranno applicazione anche alla s.c.i.a.

Tutte queste problematiche saranno sviluppate nel terzo capitolo dell’opera, in cui si analizzeranno I poteri della P.A. sulla s.c.i.a. e sulla d.i.a., la natura giuridica di questi strumenti di semplificazione, i profili procedimentali e il sistema sanzionatorio.

L’ultima parte del libro è dedicata alla tutela giurisdizionale, e si darà conto innanzitutto dell’innovativo orientamento giurisprudenziale che ammette che il denunciante/segnalante possa chiedere il risarcimento del danno alla P.A. anche nell’ipotesi in cui i poteri di autotutela sulla d.i.a./s.c.i.a. siano stati legittimamente esercitati.

Infine, verrà analizzata la problematica della tutela dei terzi, prendendo in esame il comma 6-ter dell’art. 19 della legge n. 241/1990, con il quale il legislatore ha predisposto degli strumenti di tutela  non pienamente satisfattivi degli interessi di coloro che intendono opporsi all’esecuzione delle opere, e le conseguenze delle novità introdotte dalla legge n. 124/2015 su questo profilo problematico. Saranno prese in esame, infine, anche le interpretazioni “correttive” dell’art. 10 della legge n. 241/1990 date dalla giurisprudenza, che, pur essendo apprezzabile per l’intento, finisce a volte con il trascendere la lettera della legge.

Fabio Doro, “SCIA e DIA” – Exeo Edizioni maggio 2016