Osservatorio dei Valori Agricoli – Rapporto statistico 2016

La Exeo Edizioni s.r.l. ha iniziato la rilevazione e l’elaborazione dei valori di mercato dei terreni agricoli a partire dall’anno 2011. Dopo il primo triennio di rilevazione dei valori, durante il quale i dati sono stati pubblicati in listini articolati per provincia, a partire dal 2015 i listini sono stati pubblicati esclusivamente su base regionale, riportando comunque le valorizzazioni articolate per singola qualità di coltura e per ciascun comune di ogni regione.

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Annualmente è prodotta una elaborazione dei dati di cui questo ebook costituisce la seconda pubblicazione, con riferimento ai valori dell’anno 2015.
Questo rapporto riporta anche uno studio sintetico sulle residue colture (n. 63) ed in particolare su Castagneto da frutto, Canneto , Agrumeto, Querceto, Noccioleto, Mandorleto, Ficodindieto, Risaia, Ficheto, Piccoli frutti , Gelseto, Sughereto, Noceto, Actinidia, Meleto DOP, Roseto, Bergamotto.
Le informazioni presenti nel rapporto disegnano il panorama di variabilità dei valori dei terreni agricoli a livello nazionale, di macroregioni (Italia settentrionale, centrale, meridionale e insulare), di regione e per provincia. I valori riportati, come è facilmente immaginabile, sono estremamente variabili in quanto espressioni di caratteri del territorio e della natura intrinseca dei terreni, che possono essere estremamente variegati. In alcuni casi il territorio di una provincia può comprendere porzioni con caratteri morfologici e climatici tipici di ambiti montani, collinari o di pianura, oltre che differenziati per sviluppo socio-economico.
Pertanto, il rapporto non sostituisce i listini regionali le cui informazioni tecnicamente più dirette, le cui quotazioni sono riferite all’ambito territoriale comunale.

Antonio Iovine, “Osservatorio dei Valori Agricoli – Rapporto statistico 2016” – Exeo Edizioni maggio 2016

Il libro “SCIA e DIA” giunge alla quarta edizione, per aiutare gli operatori ad orientarsi nelle pieghe delle semplificazioni degli ultimi anni

Sono passati ormai quasi sei anni dall’entrata in vigore del d.l. n. 78/2010, che ha introdotto nel nostro sistema l’istituto della segnalazione certificata di inizio attività, con l’obiettivo di semplificare gli adempimenti burocratici per cittadini e imprese.

Obiettivo che non può dirsi raggiunto, perché l’ambito applicativo del nuovo strumento di semplificazione non è ancora chiaro e le norme che demandavano al Governo il compito di emanare dei regolamenti con cui individuare le attività economiche sottoposte ad autorizzazione espressa e quelle assoggettate a regimi semplificati (art. 1, co. 3, d.l. n. 1/2012 e art. 12, co. 4, del d.l. n. 5/2012) sono state abrogate e sostituite da una delega legislativa che dà al Governo il medesimo compito, questa volta da assolvere mediante un atto atura legislativa (art. 5 della legge n. 124/2015).

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L’incertezza applicativa ha colpito anche il settore dell’edilizia, posto che è servita una norma di interpretazione autentica per chiarire l’applicabilità della s.c.i.a. anche in questo ambito (art. 5 del d.l. n. 70/2011) e che soltanto recentemente il legislatore è intervenuto sul Testo Unico dell’Edilizia allo scopo di coordinarne il contenuto con l’introduzione della s.c.i.a..

Intervento che, peraltro, si è rivelato maldestro, perché ha toccato anche norme che si riferiscono alla «super d.i.a.», che non è però stata sostituita dalla s.c.i.a. ed è rimasta in vigore.

Le cause del successo solo parziale della s.c.i.a. vanno inoltre rinvenute nei molteplici interventi correttivi che si sono succeduti successivamente alla sua introduzione, che non hanno fatto altro che amplificare il senso di disorientamento che prova l’operatore del settore che si approccia alla materia.

È per questo motivo che si è scelto di dedicare un’opera monografica agli istituti della s.c.i.a. e della d.i.a., fornendo al lettore delle coordinate ricostruttive che gli consentano di approcciarsi alla materia nel modo più semplice possibile.

Particolare attenzione è stata dedicata a tutte le categorie degli interventi, perché l’ambito di applicazione della s.c.i.a. è definito dal legislatore in via residuale, essendo sottoposti a tale regime semplificato tutte le opere che non richiedono il permesso di costruire e che non rientrano nemmeno tra gli interventi di attività edilizia libera.

Anche questa tematica è di estrema attualità, in considerazione delle recenti modifiche apportate alle categorie della ristrutturazione, della manutenzione straordinaria e del mutamento di destinazione d’uso.

Altre innovazioni importanti sono state apportate dal legislatore con la legge n. 124/2015, che ha ritoccato la disciplina dei poteri conformativi della P.A. sulla s.c.i.a. e ha definitivamente espunto ogni riferimento all’autotutela, che in passato aveva creato tanti problemi interpretativi.

Opportunamente il legislatore discorre ora di poteri di inibizione tardiva dell’attività, da esercitarsi nel rispetto dei presupposti previsti per l’annullamento d’ufficio: ne deriva che le novità introdotte dalla legge n. 124/2015 in quest’ultima materia, e in particolare la limitazione a diciotto mesi del termini per l’intervento in autotutela della P.A. troveranno applicazione anche alla s.c.i.a.

Tutte queste problematiche saranno sviluppate nel terzo capitolo dell’opera, in cui si analizzeranno I poteri della P.A. sulla s.c.i.a. e sulla d.i.a., la natura giuridica di questi strumenti di semplificazione, i profili procedimentali e il sistema sanzionatorio.

L’ultima parte del libro è dedicata alla tutela giurisdizionale, e si darà conto innanzitutto dell’innovativo orientamento giurisprudenziale che ammette che il denunciante/segnalante possa chiedere il risarcimento del danno alla P.A. anche nell’ipotesi in cui i poteri di autotutela sulla d.i.a./s.c.i.a. siano stati legittimamente esercitati.

Infine, verrà analizzata la problematica della tutela dei terzi, prendendo in esame il comma 6-ter dell’art. 19 della legge n. 241/1990, con il quale il legislatore ha predisposto degli strumenti di tutela  non pienamente satisfattivi degli interessi di coloro che intendono opporsi all’esecuzione delle opere, e le conseguenze delle novità introdotte dalla legge n. 124/2015 su questo profilo problematico. Saranno prese in esame, infine, anche le interpretazioni “correttive” dell’art. 10 della legge n. 241/1990 date dalla giurisprudenza, che, pur essendo apprezzabile per l’intento, finisce a volte con il trascendere la lettera della legge.

Fabio Doro, “SCIA e DIA” – Exeo Edizioni maggio 2016

Il contratto di apprendistato: disciplina aggiornata al D.Lgs. n. 81/2015

Il presente contributo analizza in maniera puntuale e dettagliata il contratto di apprendistato inteso come un contratto a causa mista in quanto al suo interno convivono un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato e un rapporto di formazione che invece è a tempo determinato.

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Si tratta di una tipologia contrattuale fondamentale al fine di incentivare le politiche occupazionali all’interno del nostro paese. L’art. 41, comma 1, D.Lgs. 81/2015 lo definisce “un contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e alla occupazione dei giovani”.

Molteplici sono le leggi che si sono susseguite in materia e sul punto fondamentale è stato l’intervento normativo di cui al D.Lgs. 81/2015 che ha abrogato il Testo unico prevedendo tre diverse tipologie di apprendistato in particolare:

-Per la qualifica o per il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore. Siffatto contratto coniuga la formazione effettuata in azienda con l’istruzione e la formazione professionale svolta dalle istituzioni formative;
-Professionalizzane o di mestiere. Destinato ai giovani tra i 18 e i 29 anni e mira a far conseguire al giovane una qualificazione professionale.
-Di alta formazione e ricerca. Tale contratto è destinato a coloro che sono in possesso di diploma di istruzione secondaria superiore o di un diploma professionale conseguito nei percorsi di istruzione e formazione professionale e mira al conseguimento di titoli di studio universitari e della alta formazione compresi dottorati di ricerca.

Stante l’importanza della formazione all’interno del contratto di apprendistato l’autore si è soffermato sull’analisi del cosiddetto Piano Formativo individuale inteso come quel piano che definisce il percorso formativo dell’apprendista e che è contenuto, in forma sintetica, nel contratto definendo gli obiettivi e i contenuti del percorso di formazione che devono essere seguiti dal giovane lavoratore; e sulla figura del tutor prevista dalle norme di legge a cui spetta il compito di affiancare l’apprendista durante il periodo di apprendistato e di trasmettere le competenze necessarie affinché il giovane possa imparare e successivamente essere in grado di operare in autonomia all’interno dell’azienda.

Pertanto il datore di lavoro deve rispettare tutte le obbligazioni tipiche dei rapporto di lavoro subordinato e cioè pagare la retribuzione al lavoratore, rispettare la contrattazione collettiva e in più fornire la formazione necessaria al giovane, l’apprendista dal canto suo deve rispettare tutte le obbligazioni nascenti dal rapporto di lavoro nonché adempiere al percorso formativo.

L’autore ha inoltre analizzato il tema della somministrazione di apprendisti. Sul punto è necessario riportare quanto affermato dal Ministero del Lavoro: “Nel caso della somministrazione a tempo indeterminato è (…) possibile il ricorso al contratto di apprendistato (…) purchè le modalità di esecuzione del rapporto di lavoro consentano la realizzazione delle finalità di formazione”.

Con il D.lgs 81/2015 e il vigente CCNL per la categoria delle agenzie di somministrazione di lavoro, la possibilità per le Agenzie per il Lavoro di avviare lavoratori con apprendistato professionalizzante in somministrazione trova una compiuta regolamentazione.

Sulla base di quanto previsto in materia dal D. Lgs. n. 81/2015 l’apprendista viene assunto a tempo indeterminato dall’Agenzia per il lavoro mediante contratto di apprendistato professionalizzante in forma scritta.

Può essere apposto al momento dell’assunzione un patto di prova la cui durata non può essere superiore a quella prevista dal vigente CCNL, una particolarità è prevista con riferimento alla figura del tutor, infatti durante il periodo di apprendistato il lavoratore somministrato dovrà rapportarsi on due tutor, uno nominato dall’Agenzia per il lavoro ed uno indicato dall’impresa utilizzatrice.

Per quanto riguarda il numero di apprendisti che possono essere assunto in somministrazione dall’Agenzia per il lavoro il CCNl della categoria delle agenzie non contiene alcuna indicazione, pertanto si ritiene applicabile il limite previsto dal D.Lgs. 81/2015. Conseguentemente ai sensi dell’art. 42 comma 7 del D.lgs 81/2015 il numero complessivo di apprendisti che un datore di lavoro può assumere, direttamente o indirettamente per il tramite delle agenzie di somministrazione di lavoro autorizzate non può` superare il rapporto di 3 a 2 rispetto alle maestranze specializzate e qualificate in servizio presso il medesimo datore di lavoro; tale rapporto non può superare il 100 per cento per i datori di lavoro che occupano un numero di lavoratori inferiore a dieci unita`. E` in ogni caso esclusa la possibilità di assumere in somministrazione apprendisti con contratto di somministrazione a tempo determinato.

Il datore di lavoro che non abbia alle proprie dipendenze lavoratori qualificati o specializzati, o che comunque ne abbia in numero inferiore a tre, puo` assumere apprendisti in numero non superiore a tre. Tali disposizioni non si applicano alle imprese artigiane per le quali trovano applicazione le disposizioni di cui all’articolo 4 della legge 8 agosto 1985, n. 443.

Il presente contributo ha altresì analizzato il problema riguardante l’inadempimento del datore di lavoro, in particolare l’art. 47, comma 1 del D.lgs 81/2015 stabilisce espressamente che in caso di inadempimento nell’erogazione della formazione di cui sia esclusivamente responsabile il datore di lavoro e che sia tale da impedire la realizzazione delle finalità del contratto è previsto l’obbligo di versamento della differenza tra la contribuzione versata e quella dovuta con riferimento al livello di inquadramento contrattuale superiore che sarebbe stato raggiunto dal lavoratore al termine del periodo di apprendistato maggiorata del 100% con esclusione di qualsiasi altra sanzione per omessa contribuzione.

Infine l’opera contiene un ampio excursus giurisprudenziale in tema di apprendistato al fine di fornire agli addetti ai lavori un’ analisi di questa tipologia contrattuale il più aderente possibile con la realtà economica e sociale del nostro Paese.

Giulia Cauduro “Il contratto di apprendistato” – Exeo Edizioni aprile 2016

L’assistenza tecnica nel contenzioso tributario catastale

Il testo prodotto dall’ing. Mario Iovine e dal dottore commercialista Pierluigi Pace, il primo esperto in materia di catasto ed estimo ed il secondo in materia tributaria e di assistenza al contenzioso tributario, costituisce una guida operativa utile a professionisti tecnici, già esperti in materia catastale, ma che abbiano necessità di approcciare per la prima volta anche tematiche di contenzioso tributario catastale sia per contenuti tecnici che per acquisizione di conoscenza sulle procedure formali di sviluppo del contenzioso tributario.

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La presente edizione è aggiornata con le novità introdotte dal decreto legislativo n. 156/2015 “Misure per la revisione della disciplina degli interpelli e del contenzioso tributario, in attuazione degli articoli 6. comma 6, e 10, comma 1, lettere a) e b) della legge 11 marzo 2014, n. 23”, della circolare n. 38/E del 29/12/2015 dell’Agenzia delle Entrate e della legge n. 208/2015 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)” che reca disposizione per il censimento delle unità immobiliari a destinazione speciale e particolare. Si riporta altresì il mutamento di indirizzo  degli orientamenti giurisprudenziali della Corte di Cassazione in tema di partecipazione dei Comuni al contenzioso tributario sull’attribuzione delle rendite catastali e sul contenuto della motivazione del classamento negli avvisi di accertamento riguardanti  variazione d’ufficio della rendita per unità immobiliari già accertate e che non abbiano subito mutazioni edilizie.

Il testo integra le trattazioni degli altri e-book della stessa collana editoriale in materia di catasto e stime immobiliari.

Il volume costituisce un documento di aggiornamento professionale indispensabile per coloro che vogliano operare anche nel settore di assistenza al cittadino nell’ambito del contenzioso catastale.

Un settore professionale importante che sta acquisendo notevole rilevanza ed interesse in relazione all’elevazione del peso del prelievo tributario sugli immobili cosicchè deve essere posta una adeguata attenzione nella tutela del contribuente, nei casi in cui gli accertamenti di natura catastale presentino incoerenze formali oltre che nel merito.

M. Iovine – P. Pace “L’assistenza tecnica nel contenzioso tributario catastale”, seconda edizione – Exeo Edizioni marzo 2016

La nuova fattispecie giuridica di omicidio stradale e lesioni personali stradali

L’opera analizza la disciplina prevista dal legislatore per il fenomeno della guida in stato di ebbrezza alla luce della riforma intervenuta con la legge 120 del 2010.

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Viene altresì riassunto il dibattito giurisprudenziale attinente alla materia dei sinistri stradali mortali provocati da guidatori in stato di ebbrezza o in stato di alterazione psicofisica dovuto all’assunzione di sostanze psicotrope o stupefacenti.

Sono illustrate la tesi tradizionale che sussume tale fattispecie storica nella figura dell’omicidio colposo aggravato e quella innovativa che ritiene configurabile l’articolo 575 del codice penale a titolo di dolo eventuale.

L’opera fa emergere in tutta la sua evidenza il disagio e la difficoltà proprie degli interpreti del diritto: quest’ultimi devono affrontare fenomeni propri della modernità con strumenti giuridici diastorici in quanto propri di un’epoca ormai passata. Per tale ragione il testo prospetta le soluzioni attuate in altri ordinamenti giuridici.

 
Questa terza edizione segue l’entrata in vigore della Legge 41/2016 che introduce nell’ordinamento penale il reato autonomo di omicidio stradale e lesioni personali stradali.
L’opera è consigliata agli interpreti del diritto ossia a coloro che, a vari livelli, si trovano a dovere applicare quotidianamente le norme del codice della strada.

E. Balsano, “La guida in stato di ebbrezza e l’omicidio stradale”, 3° edizione aggiornata alla L. 41/2016 – Exeo Edizioni, marzo 2016

La legittima difesa- Norme e prassi applicativa della difesa privata

Il Dottore Ettore Balsano presenta per la casa editrice Exeo Edizioni un nuovo lavoro intitolato “La legittima difesa- Disciplina normativa e prassi applicativa della difesa privata”. L’autore ha scelto di dividere l’e-book in due parti ben distinte tra loro, come già aveva fatto nella precedente opera “La guida in stato di ebbrezza e l’omicidio stradale”: nella prima viene analizzata la disciplina normativa della legittima difesa comune, domiciliare, putativa, nonché dell’eccesso colposo nella legittima difesa; nella seconda sono applicati i concetti esposti teoricamente in quella precedente.
Preliminarmente viene individuata la natura giuridica della legittima difesa: si tratta di una causa di giustificazione. Per tale ragione il suo riconoscimento rende il fatto giuridicamente irrilevante ed evita conseguenze sanzionatorie e risarcitorie, per colui che ha l’ha commesso, non soltanto in ambito penale, ma anche in quello amministrativo e civile.

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Nei primi quattro capitoli l’autore passa in rassegna i requisiti di ciascuno degli istituti ora menzionati; per quanto concerne la legittima difesa tradizionale, prevista dal primo comma dell’art. 52 c.p., l’opera ne individua gli elementi costitutivi nella tutela di una propria o altrui posizione giuridica, nel pericolo attuale di un’altrui offesa ingiusta, nella necessarietà ed inevitabilità della reazione difensiva e nella proporzione tra l’offesa minacciata dall’aggressore e la reazione posta in essere dall’aggredito o dal terzo, in caso di soccorso difensivo.
L’autore individua il significato dei termini giuridici utilizzati dal legislatore dando conto di eventuali contrasti in dottrina e giurisprudenza, sull’interpretazione delle nozioni.
L’attualità del pericolo riveste particolare importanza nell’economia di questa causa di esclusione dell’antigiuridicità: l’ordinamento riconosce la facoltà di ledere la posizione giuridica dell’aggressore soltanto in presenza di un’effettiva necessità di difendersi, nel momento in cui la reazione difensiva è posta in essere. Proprio l’attualità di questa esigenza differenzia la legittima difesa dalla vendetta o dalla provocazione, che comporta soltanto una diminuzione del trattamento sanzionatorio, non certo la legittimità giuridica del fatto.
L’opera si sofferma inoltre sul concetto d’ingiustizia dell’offesa minacciata dall’aggressione, in modo da delimitare l’ambito di operatività della causa di giustificazione esaminata: una prima tesi ritiene che ingiusto è ogni comportamento non espressamente autorizzato dall’ordinamento; una seconda posizione reputa, al contrario, che ingiusto è soltanto ogni contegno esplicitamente vietato dall’ordinamento. Quindi la seconda impostazione riduce sensibilmente il numero di situazioni, in presenza delle quali, è possibile invocare la legittima difesa.
In terzo luogo il Dottore Balsano distingue tra necessità ed inevitabilità della reazione difensiva: mentre il primo requisito è soddisfatto in presenza del pericolo attuale di un’offesa ingiusta, il secondo richiede di reagire provocando all’aggressore il minore pregiudizio possibile. Infatti l’ordinamento ritiene importante anche il diritto dell’assalitore, sacrificabile soltanto nella misura strettamente necessaria per tutelare la posizione soggettiva minacciata. In altri termini la reazione difensiva può essere necessaria, ma non inevitabile, perché il difensore avrebbe potuto provocare un danno inferiore all’aggressore.
Comunque i maggiori problemi interpretativi s’incentrano sull’ultimo degli elementi costitutivi, ossia sulla proporzionalità tra difesa e reazione, soprattutto quando esse coinvolgono diritti tra loro eterogenei, come l’incolumità ed il patrimonio. In dottrina e giurisprudenza non c’è unanimità sul significato da attribuire alla “proporzione”: una prima impostazione ritiene che tale termine riguardi il raffronto tra mezzi a disposizione dell’aggredito e quelli utilizzati: pertanto la legittima difesa è applicabile ogni qualvolta il mezzo utilizzato fosse l’unico a disposizione di colui che ha reagito. Una seconda ritiene, invece, che il raffronto vada operato tenendo presente l’importanza dei diritti coinvolti: questa interpretazione rende tuttavia difficile accertare la proporzione tra difesa ed offesa quando la posizione soggettiva minacciata e quella pregiudicata abbiano natura diversa. In questa eventualità, il giudice deve tenere conto anche di fattori diversi, come l’entità del rischio a cui è stato sottoposto il bene giuridico dell’aggredito e quella del danno inferto al diritto dell’aggressore.
L’autore procede poi ad illustrare la legittima difesa domiciliare fornendo, innanzitutto, il significato di nozioni basilari per comprendere il significato dell’istituto introdotto con la legge 13 febbraio 2006, n. 59: ci si riferisce ai concetti di “abitazione”, “ domicilio” e “privata dimora” che, in ambito penale, hanno un significato diverso rispetto a quanto non avvenga in quello civile.
Nell’opera si affronta il tema particolarmente delicato, del rapporto intercorrente tra la figura introdotta nel 2006 e la legittima difesa conosciuta nel Nostro ordinamento fin dal 1930, anno di entrata in vigore del codice penale Rocco; la giurisprudenza ritiene unanimamente a differenza di quanto non avvenga in dottrina, che la legittima difesa domiciliare non sia una nuova causa di giustificazione, ma soltanto una specificazione della legittima difesa comune. Quindi l’applicazione delle norme contenute nell’art. 52 c.p., commi secondo e terzo, rende necessaria la presenza di tutti i requisiti prescritti per la legittima difesa comune, fatta eccezione per la proporzione tra offesa e difesa. Proprio quest’ultima caratteristica segna la differenza tra legittima difesa comune e legittima difesa domiciliare, nella quale la proporzione tra offesa e difesa è presunta per legge.
Il quarto capitolo è dedicato a due figure che molto spesso vengono in rilievo, quando si parla di legittima difesa: si tratta della legittima difesa putativa, che ricorre quando la situazione di pericolo non è reale, ma esiste soltanto nella mente di colui che reagisce, essendo tuttavia presenti gli altri elementi costitutivi della legittima difesa, e l’eccesso colposo nella legittima difesa; questa seconda figura è configurabile quando la reazione difensiva oltrepassa i limiti previsti dall’ordinamento, ovvero sia realizzata con modalità esecutive errate, come nel caso in cui si voglia sparare in aria e non riuscendo a controllare l’arma, si finisca con il colpire l’aggressore.
Nella seconda parte dell’e-book, l’autore applica quanto esposto nei primi quattro capitoli: nel quinto vengono passati in rassegna i più importanti ed emblematici casi di cronaca nera e giudiziaria in cui si è dibattuto di legittima difesa e delle figure giuridiche sopra menzionate. L’autore spiega le ragioni delle pronunce giudiziarie per quelle in cui c’è già un provvedimento passato in giudicato, mentre per le altre indica quale potrebbe essere l’orientamento seguito dai giudici.
La scansione dell’opera in queste due parti la rende fruibile da una platea molto ampia: il lavoro è destinato non soltanto agli operatori del diritto che vogliono disporre di un quadro sintetico, ma esaustivo della legittima difesa e delle figure ad essa affini, ma anche a tutti coloro che, pur sprovvisti di una specifica preparazione giuridica in materia, intendano capire fino a che punto ed in che modo possano difendere la propria incolumità, quella dei propri cari ed i propri beni.

E. Balsano, “La legittima difesa – disciplina normativa e prassi applicativa della difesa privata” – Exeo Edizioni, marzo 2016

Catasto edilizio urbano – “GUIDA PRATICA n.4 – DOCFA 4.00.3 Esempi complessi di dichiarazioni di nuove costruzioni e di variazioni di unità censite”

La Guida va ad arricchire la collana editoriale sulla materia completandola con nuovi esempi, in particolare per pratiche più complesse quali il recupero di unità immobiliari soppresse,  operazioni con i beni comuni non  censibili,  unità afferenti, immobili a destinazione speciale.

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L’uscita in contemporanea con la versione Docfa 4.00.3 rilasciata il 1° febbraio u.s. e  della circolare n.2/E dell’1/2/2016 dell’Agenzia delle Entrate,  permette di  illustrare parallelamente  le nuove funzionalità,  oltre che di potere sviluppare gli esempi: per le dichiarazioni per gestire la esclusione dal calcolo della rendita catastale degli opifici dei macchinari (legge n. 208/2015 art. 1, comma 22) destinati esclusivamente alla produzione  e la introduzione;  sulle “Entità tipologiche di costruzioni ed aree” nella compilazione dell’elaborato planimetrico; l’introduzione dell’obbligo di determinare la superficie catastale delle dichiarazioni afferenti la ripresentazione di planimetrie mancanti; la produzione della dichiarazione in formato PDF/A utile alla conservazione sostitutiva a norma in luogo di quella cartacea; disposizioni per il censimento cantine-abitazione, indicazione corretta del piano, corte  comune abitazione-pertinenze.

Gli autori, esperti  in materia catastale l’uno perchè funzionario in servizio dell’Agenzia delle Entrate e l’altro nella sua qualità di professionista, operatore esterno, riescono a fornire un quadro esaustivo (lato ufficio e lato utenti esterni) della finalità di tale adempimento dichiarativo, con richiamo alle norme e a documenti di prassi nonchè delle problematiche più ricorrenti.

Il testo  è in particolare raccomandato a professionisti esterni o tecnici dipendenti di pubbliche Amministrazioni, già esperti in materia per gli aggiornamenti di contenuti riportati, nonchè ai neoprofessionisti o a quelli che, per la prima volta, si dedicano alle attività di predisposizione di documenti di aggiornamento degli atti catastali.

Iovine – Cino, Catasto edilizio urbano – “GUIDA PRATICA n. 4 – DOCFA 4.00.3″ – Exeo Edizioni, marzo 2016